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Il progetto Marsili

Ho appena scoperto che ci sono serie intenzione di tentare di creare una centrale off-shore geotermica con il progetto Marsili.

Credo che la geotermia di terza generazione possa essere un’ottimo alleato per la dismissione dei combustibili fossili, specialmente grazie alla capacità di avere un output continuo e non subire fluttuazioni.

Quindi good luck alla eurobuilding e speriamo di averne ottime notizie presto.

Being a little gear

Sul fattoquotidiano c’è un canale seguito da Andrea Valdambrini sui cervelli in fuga, dove si raccontano le storie di esuli italiani fuggiti dall’Italia, molte volte non per scelta, ma per necessità.

Molti di questi sono scienziati, la cui capacità non vengono valutate secondo criteri meritocratici, ma secondo criteri di conoscenze e parentele. Ok, same old story fino a qui.
L’unica cosa interessante è che di queste cose bisogna parlarne e siccome è appena uscito un articolo che proviene da Cambridge, dove momentaneamente risiedo, e visto che il contatto tra Chiara ed Andrea sono stato io, pensavo che era interessante linkarlo.

Lo trovate qui.

Come ha scritto un commentatore sul fatto, questa non è una storia isolata, ma un’atteggiamento sistematico del sistema Italico verso persone brave e competenti, che vengono scartate a favore di qualcuno che invece non è capace di fare quel lavoro. O a favore di un depauperamento della ricerca, chiudendo i finanziamenti alla ricerca di base che è appunto di base, e senza la quale la famosa applicata non esisterebbe.

Dipanare la nebbia

Riccardo Spezia, ha scritto un bell’articolo sulla ricerca scientifica sul blog dei Mille, dipanando la classica confusione che esiste in questo campo e spiegando un pò come funziona.

Jobs @CompNeur

There are two open positions for PostDocs in the Computational Neurobiology (Nicolas Le Novère group) @EBI right now.

Check them out if you are interested.

Ve l’avete perso?

Allora lo ritrovate quà.

Prima trasmissione dall’avamposto Cambridgiano di Ricercatori Democratici.
Il topic era Ricerca Scientifica e Università.

Youtube non accetta video più lunghi di 10 minuti quindi per ora lo trovate solo su ustream.

Università e Ricerca scientifica secondo la Mozione Marino – Stasera

Dear Italians,

il famigerato incontro che abbiamo organizzato prenderà vita stasera.

L’incontro è alla Graduate Union, Mill Lane 17.
L’entrata più facile è da Silver Street.
[googlemaps http://maps.google.co.uk/maps/ms?hl=en&ie=UTF8&msa=0&msid=117346831772329393426.0004768392fa47a1d5436&t=h&ll=52.202167,0.117526&spn=0,0&output=embed&w=425&h=350]

Se non potete venire di persona e se Dr Love, il mio fantastico camera man polacco non tira il pacco, riusciamo a fare lo streaming su http://www.ustream.tv/channel/ric-dec-cambridge.

Seggio A Cambridge

Dear Italians,
abbiamo costruito anche un seggio a Cambridge!
E’ alla Graduate Union,
Mill Lane 17

Cosi’ potete venire a votare e sentirvi molto democratici.

volantino primarie UK

Per votare al seggio dovete prima iscrivervi. Possono votare tutti e non solo gli iscritti.
Istruzioni qui:
http://votoestero.partitodemocratico.it/

E non dimenticatevi l’incontro con Riccardo Spezia per discutere della Ricerca Scientifica e dell’Universita’ in Italia il 22 ottobre

Update: Abbiamo i voti del PD UK (direttamente dalla mail del segretario): “Ah quasi mi scordavo:ecco i risultati delle primarie in the UK : seggio di Londra : 117 votanti: Bersani 60 – Franceschini 20 – Marino 36; seggio di Cambridge – Bersani 1 – Franceschini 2 – Marino 13. Non abbiamo ancora i dati del voto online. ”

Ha vinto Bersani, anche quà. (Ok a Cambridge ha vinto Marino… eh, beate avanguardie ;))

P.S: Il sito di Cambridge è stato anche chiamato in causa da zoro su tolleranza zoro 39a, intorno al 6 minuto 38 secondi. Troppo simpatico 😉

Meritocrazia dove sei

Agghiacciante la lettera di questo medico ricercatore chiamato a valutare dei progetti italiani per conto del MIUR che si legge oggi su Repubblica.

I fondi per i progetti scientifici vengono assegnati attravero il giudizio di una seria di revisori indipendenti che valutano la bontà scientifica del progetto e decidono quali, fra tutti quelli che hanno partecipato, può essere finanziato.

Il punto, come potete intuire, è la valutazione dei ricercatori/revisori. La valutazione deve esclusivamente decidere la qualità e la fattibilità del progetto, e l’attinenza dello stesso con lo scopo per il quale i fondi sono stati destinati.

Chi e da dove viene la richiesta è un dettaglio secondario che non cambia minimamente il giudizio sull’idea del progetto.

Purtroppo in Italia non è così, tanto che i revisori subiscono delle pressioni e vengono influenzati dalla scelta, come è possibile leggere nel pezzo di repubblica. Il ricercatore ha deciso di denunciare le pressioni subite. E’ chiaro che questo approccio mafioso fa male al sistema ricerca Italia e porta ad una produzione scientifica nettamente inferiore, sia per qualità dei progetti, sia per la voglia di ricercatori di concorrere in un sistema così malato.

La cosa inoltre che lascia esterefatti è che il MIUR non ha aperto nessuna inchiesta conoscitiva e che i nomi di chi ha esercitato queste pressioni non sono usciti. Questo è un altro atavico problema italiano. La responsabilità delle proprie azioni, che in inglese suona come accountability.

Questo sistema non funziona e deve essere cambiato. La cultura della Meritocrazia deve essere introdotta nel paese e si deve pretendere che le personi siano responsabili delle proprie azioni, in maniera puntuale e cristallina.

Uno degli strumenti che può essere utilizzato ora per raggiungere questo obiettivo è sostenere la mozione di Ignazio Marino, dove la Meritocrazia è il primo cardine del programma. Mozione che sosterrò anche al congresso del PD Londra che avverrà Lunedì prox. 🙂

Eppure soffia ancora

Un articolo segue il primo sulla produzione di energia elettrica grazie all’utilizzo dell’eolico di alta quota, ovvero AWE.

Si, sono sempre gli stessi aquiloni di cui avevamo parlato brevemente qui.

Eppoi mi dicono torna

Perchè gli scienziati se ne vanno dall’Italia.

Desidero evidenziare pro­prio questo: il sistema antimeri­tocratico danneggia non solo il singolo ricercatore precario, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione. Una «buona ricerca» può solo aiuta­re a crescere; per questo moti­vo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, han­no ritenuto di aumentare i fi­nanziamenti per la ricerca.

Non è il caso isolato.

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