Il Tibet, la Cina, le olimpiadi ed i soldi

La storia è raccontata molto bene, con tutti i link del caso, su mentecritica. E’ chiaro che il tibet è stato invaso dalla Cina, che le persone non erano d’accordo e che soltanto con l’utilizzo della forza riesce a sedare la rivolta.

Ora c’è la provocazione. La provocazione è quella di non comperare i prodotti delle aziende che sono sponsor delle olimpiadi. Io aderisco. Il mio prossimo paio di scarpe non sarà Adidas.

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Ecco la lista

1 Comment

  1. Non sempre chi combatte il torto sta dalla parte della ragione. Uno degli esempi che si potrebbero citare e’ quello della “scelta del meno peggiore”. La scelta del meno peggiore e’ la classica situazione nella quale ad un male maggiore si sceglie il male minore, ovvero ad un grande torto si preferisce un piccolo torto.

    Per fare un esempio potrei citare quanto sta succedendo tra Cina e Tibet. I cinesi, dice il Dalai Lama, stanno cancellando la cultura tibetana, cinesizzando il Tibet.

    Ora, vige uno strano assioma secondo il quale ogni fottuto negro abbia un osso nel naso e la sveglia al collo abbia il diritto di continuare a farlo all’infinito, nonche’ il diritto di grattuggiare bambini per farci lo stufato, se la sua preziosa, impredibile e unicamente rara cultura lo prescrive.

    La cosa che vorrei far notare e’ che le culture medioevali non hanno proprio nulla di unico, di speciale, di imperdibile. Vista una, viste tutte.

    Come ci siamo liberati di quella roba in Europa, e non sempre in modo incruento,prima o poi se ne libereranno gli altri, o ne verranno liberati.

    La preziosa cultura tiberana che il Dalai Lama vorrebbe preservare era, in poche battute:

    Feudale. Un tizio faceva il cazzo che voleva, la popolazione subiva. Il signorotto locale aveva tutto quello che voleva, gli altri mangiavano mosche e merda, ma potevano scegliere piu’ mosche o piu’ merda. Non c’era alcun genere di diritto umano, nessun genere di garanzia civile, nessun concetto di liberta’ politica. Le donne non avevano diritti, non oso pensare cosa succedesse ai gay, esisteva la schiavitu’.”Drepung monastery was one of the biggest landowners in the world, with its 185 manors, 25,000 serfs, 300 great pastures, and 16,000 herdsmen. The wealth of the monasteries rested in the hands of small numbers of high-ranking lamas”.
    Teocratica. La gerarchia del potere era il Dalai Lama e i suoi monaci. Che sapevano cosa fosse giusto fare perche’ glielo diceva il grande Puffo in sogno, o roba del genere. Comunque, si faceva quello che diceva il re/papa della situazione, punto e basta. Perche’ si’, e lui sa e tu non sai un cazzo. Ahmadinejad in confronto e’ Abramo Lincoln. “Until 1959, when the Dalai Lama last presided over Tibet, most of the arable land was still organized into manorial estates worked by serfs. These estates were owned by two social groups: the rich secular landlords and the rich theocratic lamas. Even a writer sympathetic to the old order allows that “a great deal of real estate belonged to the monasteries, and most of them amassed great riches.” Much of the wealth was accumulated “through active participation in trade, commerce, and money lending.”
    Oscurantista. Nessun genere di progresso tecnologico era consentito. La scuola era proibita a meno che tu non volessi fare il monaco, perche’ solo i monaci avevano diritto allo studio. La mortalita’ infantile era a livelli da terzo mondo, l’aspettativa di vita umana somigliava a quella felina nei pressi di una statale. Erano cosi’ arretrati che al momento dell’invasione cinese il loro esercito aveva lance e scudi: erano cosi’ oscurantisti e ostili a cambiamento che non modernizzavano nemmeno quelli che proteggevano i loro scacri culi.” Young Tibetan boys were regularly taken from their peasant families and brought into the monasteries to be trained as monks. Once there, they were bonded for life. Tashì-Tsering, a monk, reports that it was common for peasant children to be sexually mistreated in the monasteries. He himself was a victim of repeated rape, beginning at age nine. The monastic estates also conscripted children for lifelong servitude as domestics, dance performers, and soldiers.”
    Ovviamente , mentre il suo popolo crepava di fame e stenti in un luogo dove le risorse scarseggano e le papere non galleggiano, il Dalai Lama se la spassava. Mentre la schiavitu’ era ancora in vigore, e gli schiavi mangiavano nella ciotola del cane, lui non ha mai lavorato in vita sua. Ha passato un sacco di tempo a meditare, invece. Cioe’ a non fare un cazzo.

    In old Tibet there were small numbers of farmers who subsisted as a kind of free peasantry, and perhaps an additional 10,000 people who composed the “middle-class” families of merchants, shopkeepers, and small traders. Thousands of others were beggars. There also were slaves, usually domestic servants, who owned nothing. Their offspring were born into slavery. The majority of the rural population were serfs. Treated little better than slaves, the serfs went without schooling or medical care, They were under a lifetime bond to work the lord’s land–or the monastery’s land–without pay, to repair the lord’s houses, transport his crops, and collect his firewood.

    Vi meraviglia che sia proprio lui a volere il ritorno del bengodi?

    The Dalai Lama himself “lived richly in the 1000-room, 14-story Potala Palace.

    Adesso facciamo un paragone col sistema cinese. Sicuramente ha i suoi torti, cioe’ non e’ democratico. Sicuramente non rispetta i diritti dei cittadini.

    Ma non ne rispetta ALCUNI. Perche’ almeno non tollera che le donne partoriscano nelle stalle facendo crepare un bambino su due, come succedeva ai tempi del Dalai Lama: era la ruota del karma, ovviamente, cosa vuoi che c’entri se lo sciamano che assisteva al parto si era coperto di piscio di mucca per propiziare gli spiriti?

    Non rispetta ALCUNI diritti dei lavoratori, ma almeno se uno vuole avere l’acqua corrente in casa, cosi’ da lavarsi almeno una volta durante l’inverno, potra’ farlo senza che ilrubinetto sia considerato un attentato alla cultura tibetana.

    Il regime cinese mira allo sviluppo. Il che significa che costruisce scuole per tutti anziche’ fare come faceva il Dalai Lama: scuole solo per i monaci, e gli altri bambini giocano a saltare sul letame di capra tutto il giorno.

    Se dovessimo fare una scala di democrazia da 0 a 10,ovviamente il regime cinese sarebbe a -5.

    Il guaio e’ che la cultura tiberana, e l’ancient regime del Dalai Lama erano a -100 della stessa scala.

    La cosa che non vogliamo capire e’ che il Dalai Lama e’ il discendente e il rappresentante di una stirpe di tiranni mostruosi, colpevoli di aver affamato e volutamente mantenuto nella miseria e nell’ignoranza il proprio popolo per secoli.

    Non vogliamo capire che dietro questa apparenza da uomo mite c’e’ una bestia bigotta che in confronto Torquemada sembra Sza Sza Gabor.

    In 1959, Anna Louise Strong visited an exhibition of torture equipment that had been used by the Tibetan overlords. There were handcuffs of all sizes, including small ones for children, and instruments for cutting off noses and ears, gouging out eyes, breaking off hands, and hamstringing legs. There were hot brands, whips, and special implements for disemboweling. The exhibition presented photographs and testimonies of victims who had been blinded or crippled or suffered amputations for thievery. There was the shepherd whose master owed him a reimbursement in yuan and wheat but refused to pay. So he took one of the master’s cows; for this he had his hands severed. Another herdsman, who opposed having his wife taken from him by his lord, had his hands broken off. There were pictures of Communist activists with noses and upper lips cut off, and a woman who was raped and then had her nose sliced away.

    Ma lo vogliamo capire che il regime tibetano pre-cinese era TUTTO , era il riassunto e la sintesi, era la summa di tutto cio’ che noi schifiamo e aborriamo? Lo vogliamo capire che il Dalai Lama e’ il sorridente e pacifico rappresentante di un mix di oscurantismo talebano, inquisizione cattolica e czarismo assoluto?

    E’ come se Hitler si fosse messo addosso la tovaglia di casa, si fosse messo a dire scemenze spirituali (poteva copiarle da Evola, del resto) e tutti si fossero messi ad appoggiarlo, SENZA CHIEDERSI COME AVESSE GOVERNATO PRIMA DI ESSERE IN ESILIO.

    Tutti lo vedono li’ bello pio e santo, e nessuno fa caso al fatto che la stirpe da cui viene ha oppresso, vessato, affamato e mantenuto nell’oscurantismo il proprio popolo, di certo non con sistemi pacifici dal momento che non c’erano neanche i tribunali per processare chi avesse avuto qualcosa da obiettare. Avvocati? In Tibet? Col Dalai Lama? Ah ah ah!

    The Tibetan serfs were something more than superstitious victims, blind to their own oppression. As we have seen, some ran away; others openly resisted, sometimes suffering dire consequences. In feudal Tibet, torture and mutilation–including eye gouging, the pulling out of tongues, hamstringing, and amputation–were favored punishments inflicted upon thieves, and runaway or resistant serfs. Journeying through Tibet in the 1960s, Stuart and Roma Gelder interviewed a former serf, Tsereh Wang Tuei, who had stolen two sheep belonging to a monastery. For this he had both his eyes gouged out and his hand mutilated beyond use. He explains that he no longer is a Buddhist: “When a holy lama told them to blind me I thought there was no good in religion.” Since it was against Buddhist teachings to take human life, some offenders were severely lashed and then “left to God” in the freezing night to die.

    Per quanto mi riguarda, se i cinesi cancellano dalla storia del genere umano quell’ammasso di arcaiche cazzate (e preferibilmente inviano un killer ad ammazzare il Dalai Lama , tanto si reincarna, no? Vediamo se ha piu’ munizioni il killer o piu’ reincarnazioni il Dalai, dai.) , io gliene sono solo grato.

    Si’, lo so, quello Cinese e’ un regime comunista. Cosi’ come i comunardi francesi erano dei gran bastardi. Cosi’ come i rivoluzionari russi erano dei gran bastardi. Cosi’ come erano quasi tutti avanzi di galera i rivoluzionari statunitensi.Neanche Bolivar era uno stinco di santo.

    Pero’ hanno migliorato le cose, perche’ hanno cancellato montagne di merda ancora peggiori.

    Ecco, forza Pechino. Cancellate quella montagna di arcaiche cazzate che e’ “la cultura tibetana”. Poi si stara’ ancora di merda, ma un bel po’ di meno.

    Earlier visitors to Tibet commented on the theocratic despotism. In 1895, an Englishman, Dr. A. L. Waddell, wrote that the populace was under the “intolerable tyranny of monks” and the devil superstitions they had fashioned to terrorize the people. In 1904 Perceval Landon described the Dalai Lama’s rule as “an engine of oppression.” At about that time, another English traveler, Captain W.F.T. O’Connor, observed that “the great landowners and the priests… exercise each in their own dominion a despotic power from which there is no appeal,” while the people are “oppressed by the most monstrous growth of monasticism and priest-craft.” Tibetan rulers “invented degrading legends and stimulated a spirit of superstition” among the common people. In 1937, another visitor, Spencer Chapman, wrote, “The Lamaist monk does not spend his time in ministering to the people or educating them. . . . The beggar beside the road is nothing to the monk. Knowledge is the jealously guarded prerogative of the monasteries and is used to increase their influence and wealth

    E quel “po’ di meno” non e’ mica cosi’ poco.

    “Da bambino dovevo toccare i piedi di mio padre in segno di rispetto. È una cosa che ho sempre odiato, e mi sono ribellato. Oggi l’idea di rispettare gli anziani c’è ancora, naturalmente, ma non viene espressa nelle forme oppressive di una volta”.

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